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L’ORO BIANCO DI LASA

È duro, ma non rigido. Massiccio, compatto eppure estremamente elegante, grazie alle sue venature naturali. Il suo marchio di fabbrica: versatilità. Già all’epoca romana, l’esclusivo marmo di Lasa costeggiava la storica Via Claudia Augusta sotto forma di pietre miliari. Oggi, invece, lo ritroviamo nel monumento alla Regina Vittoria davanti al Buckingham Palace di Londra e nella stazione metropolitana di Ground Zero a New York, costruita qualche anno fa, alla quale conferisce un aspetto futuristico. Sembra quasi incredibile che questo marmo tanto pregiato provenga da un piccolo paesino in Val Venosta – precisamente da Lasa, come suggerisce il nome.

Il marmo di Lasa dona alla hall della “100 Bishopsgate Tower” di Londra un tocco d’esclusività.

SULLE TRACCE DELL’ORO BIANCO

 A quota 1500 m, tra fitti boschi di conifere, alpeggi e aspre rocce, si nasconde un tesoro, nel vero senso del termine, la cui storia risale sino all’era paleozoica. Ben 400 milioni di anni fa, in Africa settentrionale, si depositò una grande quantità di carbonato di calcio; questo, esposto ad alte temperature e alla forte pressione della stratificazione, si cristallizzò e, durante la deriva delle placche tettoniche, venne trasportato fino in Alto Adige. Fu così che questa pietra calcarea si trasformò nel marmo bianchissimo che conosciamo oggi. Per molto tempo, al marmo di Lasa non vennero riconosciuti il valore e l’apprezzamento dovuti. È solamente a partire dal XIX secolo che per questo pregiato materiale inizia la meritata marcia trionfale, grazie a un personaggio: Josef Lechner. Costui è considerato il pioniere del marmo di Lasa, il primo a scoprire il ricco giacimento del massiccio della Croda Jenne e ad avviare l’attività estrattiva nella cava di Acqua Bianca. Ancora oggi, l’azienda Lasa Marmo estrae qui, nel Parco nazionale dello Stelvio, il marmo più puro del mondo.

 

DAL CUORE DELLA MONTAGNA FINO A VALLE

 Una rete labirintica di gallerie sotterranee e imponenti grotte che porta per diversi chilometri all’interno della montagna – così si presenta la cava, luogo di lavoro di circa venti minatori. Da inizio 2021 si è aggiunta anche una giovane scalpellina, la prima in assoluto nella storia della Lasa Marmo. Per motivi di sicurezza, la cava è accessibile esclusivamente ad architetti, designer o giornalisti; chi, però, fosse curioso di conoscere da vicino questa straordinaria pietra naturale e scoprire la lunga storia della sua estrazione, può partecipare a una visita guidata organizzata. Mentre anni fa, per staccare i blocchi dalla parete, si procedeva mediante punte e cunei di ferro oppure facendo esplodere mine con conseguenti perdite abbondanti di materiale, oggi si utilizzano attrezzi e sistemi più sofisticati che danneggiano molto meno il pregiato marmo, come le moderne segatrici a filo diamantato e tagliatrici a catena diamantata in grado di tagliare in modo preciso blocchi da 800 t l’uno. Questi ultimi vengono poi ridotti a dimensioni più piccole e trasportati su grandi carri fino al punto di raccolta all’ingresso della cava; qui, i candidi cubi vengono caricati su pesanti camion che li condurrà a fondovalle.

Le pareti della cava Acqua Bianca raggiungono fino a 30 m di altezza.

ARTE E ARCHITETTURA

Una volta giunta nello stabilimento di lavorazione a valle, la materia grezza viene fresata e sagomata nelle comuni misure commerciali e, infine, levigata e lucidata. Sotto forma di eleganti lastre per rivestire facciate o piastrelle per pavimentazione, ma anche a blocchi interi, il marmo abbandona il suo paese natale Lasa per mettersi nelle mani di architetti pluripremiati, designer, scalpellini, artisti e scultori di ogni dove. Questi infondono alla pietra cristallina nuova vita, sia in costruzioni o in opere d’arte, impreziosendo ambienti interni ed esterni e portando così un pezzetto di Alto Adige in giro per il mondo. Ma il marmo di Lasa non è richiesto solo all’estero, anche a livello locale è estremamente apprezzato per la sua raffinata bellezza e il suo aspetto omogeneo: in Alto Adige, numerosi bagni di hotel o sale per concerti sono stati rivestiti dell’affascinante “oro bianco”.  Anche il paese stesso di Lasa, com’è ovvio che sia, presenta l’una o l’altra traccia dell’eccellente marmo nostrano. Gli abitanti, infatti, non camminano su banali ciottoli grigi, ma su meravigliosi marciapiedi bianco splendente; qua e là, inoltre, si trovano sculture, fontane, scale o elementi decorativi realizzati con la candida pietra locale.

 

UNA PIETRA COME NESSUNA

Ma come mai il marmo di Lasa è tanto pregiato? Il segreto risiede nella sua particolare composizione e nelle sue ineguagliabili caratteristiche. A differenza di altre pietre calcaree, il marmo di Lasa è di grana più fina, qualità che lo rende particolarmente nobile e prezioso, nonché resistente; grazie all’alta componente di calcio carbonato, inoltre, possiede una durezza superiore rispetto a qualsiasi altro marmo. Il marmo di Lasa, infine, è impermeabile all’acqua, resiste al freddo, al sale antigelo e al cloro. Ciò lo rende adatto anche per la realizzazione di piscine o facciate esterne persino in luoghi dove le temperature scendono sotto lo zero. Ultimo, ma non meno importante: è considerato il marmo più puro al mondo.

I pregiati blocchi di marmo di Lasa vengono esportati in ogni dove.

Montagna di marmo: così viene chiamata la Croda Jenne nel Gruppo dell’Ortles.